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Simone Di Conza

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I will not say I will try to be quick in presenting my report, but probably I will, because I have to leave enough time for my colleagues and for the presentation of the resulting products of our project. Just a little needed specification: many times I’ve heard relators referring to the Committee as CRUI/SIAE/AIE, often forgetting quote the Authors’ presence. This way, most of the times, unfortunately, the authorship component (and so the role of Authors’ trade union organizations) is somewhat put at risk of being diminished, obviously beyond the intentions of anyone. So, re-affirming the central role of the Author is not a rhetorical artifice or a simple tautological assertion, but a necessary firm stating of authors’ rights. Even considering, and it’s not a residual matter, that the funds that financed these projects are derived from Authors’ earnings coming from reprography: a concrete demonstration of the Authors being ready to fully “do their part”.

As representative of one of the most important Authors’ trade union organizations, and as spokesman, in this occasion, of Authors’ point of view, my role pushes me to take a strong position on intellectual property matters: for us, the crucial reasoning that has to be taken in consideration is the prominent role of the Author as first in the production line of the creative process and, therefore, the subsequent economic exploitation of Authors’ works.  Being aware of the great differences between the copyright system and the Author’s right one, our project delved into examining aspects related to the difficult coexistence of these two needs: on one side, to protect your own work and striving to live with the earnings resulting from economical exploitation of these products; on the other side, the need to support scientific research and  find new ways to allow fair use, although always strictly respectful of Author’s right.

Conferences like this one offer everyone the opportunity to reflect on this complex matters and listen to often surprising results of researches and new proposals. However, it must remain central, and I’d say even ethically mandatory, to try walking into Authors’ shoes to deeply understand scope and impact of any actions infringing Authors’ rights.

For this reason our project tried to bring our audience a series of eight different meetings where attending public was put in front of almost forty Authors (ranging from cinema to literature, from music to visual arts and so on), academics, representatives of Authors and Publishers organizations and members from public institutions. The most notable feature of these seminars was the fact that all relators were Authors (and so not only the officially recognized ones). This offered the possibility for students to build a strong awareness about Author’s right  subject, being able to confront their own knowledge about these matters with the opinions and point of views of those who directly create intellectual property. After our distribution of five thousand booklets containing guidelines on reprography, other meetings followed with the most active and interested students emerging from previous encounters, so that a strong, compact group could confront itself with the goal of leaving the role of simple spectators and start being part of the creative process itself. Under the guidance of those who ideated  and realized our project, all together, we tried to fully embrace Authors' position and needs and difficulties in order to succeed in creating two audiovisual products which reflected this specific point of view, derived from a creative approach. During the show that will follow my words, you will also see the surreal atmosphere that pervades these products and the provoking attitude which lays beneath the structure and content of these two videos: this has been an aware artistic choice to put the stress on outlining the constitutive contradictions present in users’ behaviours and on emphasizing how much the role of the Authors, their autonomy, both economic and social, and their pivotal role in the creative process, has been put at risk. Finally, I would like to thank CRUI, SIAE, all Authors’ and Publishers’ organizations for supporting these projects which have focused on in-depth analysis of Authors’ right subject. I am sure that Authors’ trade union organizations cannot but judge positively the results of this initiative.

Representing the Authors means representing and protecting the rights of creators of intellectual property. In other words this means to struggle to defend the rights of a particular class of workers, although often perceived as atypical.

 

 

 

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Non dirò che cercherò di essere breve nel presentare la mia relazione, ma probabilmente lo sarò davvero, perché debbo lasciare spazio ai miei colleghi ed alla presentazione dei video creati nell'ambito del nostro progetto. Giusto una piccola, necessaria precisazione: molte volte ho sentito i relatori riferirsi al Comitato finanziatore come Comitato CRUI/SIAE/AIE, spesso senza citare la presenza degli autori. Così putroppo la componente degli autori (e di conseguenza il ruolo delle organizzazioni sindacali degli autori) rischia di perdere di importanza, ovviamente al di là delle intenzioni di chiunque. Perciò riaffermare il ruolo centrale dell'autore non è un artificio retorico né un'asserzione tautologica, ma un necessariamente energico richiamo ai diritti degli autori. Perfino se si considera, e non è una faccenda secondaria, che i fondi che hanno finanziato questi progetti derivano dai guadagni degli autori in materia di reprografia: una concreta dimostrazione che gli autori sono pronti a fare integralmente la loro parte.

Nel mio ruolo di rappresentante di una delle più importanti organizzazioni sindacali e di portavoce, in questa circostanza, del punto di vista degli autori, sono  spinto a prendere una posizione forte sulle questioni relative alla proprietà intellettuale. Per noi l'argomento decisivo da prendere in considerazione è il ruolo preminente dell'autore in quanto primo nella linea produttiva del processo creativo, e, quindi, il conseguente sfruttamento economico delle sue opere. 

Nella consapevolezza delle grandi differenze tra sistema del copyright e sistema del diritto d'autore, il nostro progetto approfondisce l'esame di aspetti collegati alla difficile coesistenza di queste due necessità: da una parte, il bisogno dei creatori di proteggere il proprio lavoro e cercare di vivere con i guadagni derivanti dallo sfruttamento economico delle opere; dall'altra il bisogno di sostenere la ricerca scientifica e di trovare nuovi spazi per gli usi liberi, sebbene sempre rispettando il diritto d'autore.

Conferenze come questa offrono a tutti la possibilità di riflettere su questa complessa materia  e di ascoltare risultati - spesso sorprendenti - di ricerche e nuove proposte. Comunque, la necessità di provare ad immedesimarsi con gli autori per capire la portata e l'impatto delle violazioni del diritto d'autore deve rimanere centrale e io direi anche moralmente obbligatoria.

Per questa ragione il nostro progetto ha presentato al nostro uditorio una serie di otto diversi incontri nei quali il  pubblico presente si è potuto confrontare con quasi quaranta autori (appartenenti a vari settori, dal cinema alla letteratura, dalla musica alle arti visive, e così via), docenti, rappresentanti delle organizzazioni degli autori e degli editori e membri delle pubbliche istituzioni. Il carattere distintivo di questi seminari è nel fatto  che tutti i relatori fossero autori (e non solo quelli ufficialmente riconosciuti come tali). Questo fatto ha offerto agli studenti la possibilità di costruire una forte consapevolezza riguardo al tema del diritto d'autore, e li ha resi capaci di confrontare la loro conoscenza personale su questi temi con le opinioni e i punti di vista di coloro che direttamente creano la proprietà intellettuale. Dopo aver distribuito cinquemila opuscoli contenenti linee guida sulla reprografia, abbiamo organizzato ulteriori incontri con gli studenti  più attivi ed interessati che emergevano via via dagli incontri precedenti, in modo da costruire un gruppo forte e compatto, in grado di confrontarsi con l'obiettivo di abbandonare il ruolo di semplici spettatori e cominciare a diventare parte dello stesso processo creativo. Sotto la guida di coloro che hanno ideato e realizzato il nostro progetto, abbiamo tentato, tutti insieme, di identificarci totalmente nella posizione degli autori, provando a capire i loro bisogni e le loro difficoltà attraverso la creazione di due prodotti audiovisivi che riflettessero  il loro specifico punto di vista, derivato da un approccio creativo.

Durante l'esibizione che seguirà il mio intervento vedrete anche l'atmosfera surreale  che pervade questi prodotti e l'attitudine provocatoria che soggiace alla struttura ed al contenuto di questi due video: questa è stata una scelta artistica consapevole per sottolineare la contraddizione costitutiva presente nei comportamenti degli utenti e per enfatizzare quanto degli autori, la loro autonomia sia economica che sociale, e del loro ruolo cruciale nel procetto creativo, è stato messo a rischio.

Infine, vorrei ringraziare la CRUI, la SIAE, e tutte le organizzazioni di autori ed editori per aver finanziato questi progetti che hanno focalizzato su una analisi in profondità del tema del diritto d'autore. Sono certo che le organizzazioni sindacali degli autori non potranno che giudicare positivamente i risultati di questa iniziativa. Rappresentare gli autori significa rappresentare e proteggere i diritti dei creatori della proprietà intellettuale. In altre parole, significa lottare per difendere i diritti di una particolare classe di lavoratori, sebbene spesso percepita come atipica.

 

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